venerdì, gennaio 29, 2016

La celebrazione della giornata del ricordo 27 GENNAIO


L’Olocausto a partire dalla seconda metà del XX secolo,indica il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d'Europa e lo sterminio nazista verso tutte le categorie ritenute "indesiderate" che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni, tra cui 5-6 milioni di ebrei, di ogni sesso ed età.
L'eliminazione di circa i due terzi degli ebrei d'Europa  venne organizzata e portata a termine dalla Germania nazista mediante un complesso apparato amministrativo, economico e militare che coinvolse gran parte delle strutture di potere burocratiche del regime, con uno sviluppo progressivo che ebbe inizio nel 1933 con la segregazione degli ebrei tedeschi, proseguì, estendendosi a tutta l'Europa occupata dal Terzo Impero durante la seconda guerra mondiale, con il concentramento e la deportazione e quindi culminò dal 1941 con lo sterminio fisico per mezzo di eccidi di massa sul territorio da parte di reparti speciali, e soprattutto in strutture di annientamento appositamente predisposte (campi di sterminio).
Ogni anno, si celebra la GIORNATA DELLA MEMORIA, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime dell'Olocausto. Si è stabilito di celebrare la Giornata della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella grande offensiva oltre la Vistola in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. L'apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dentro a quel lager nazista.
L'Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nel medesimo giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: essa ricorda le vittime dell'Olocausto e delle leggi razziali e coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.
Prima di arrivare a definire il disegno di legge, si era a lungo discusso su quale dovesse essere considerata la data simbolica di riferimento: si trattava di decidere su quali eventi fondare la riflessione pubblica sulla memoria. Erano emerse in particolare due opzioni alternative. Un deputato aveva proposto il 16 ottobre, data del rastrellamento del ghetto di Roma (il 16 ottobre 1943 oltre mille ebrei furono catturati e deportati dall'Italia ad Auschwitz): questa ricorrenza avrebbe permesso di focalizzare l'attenzione sulle deportazioni razziali e di sottolineare le responsabilità anche italiane nello sterminio. Dall'altra parte vi era chi sosteneva che la data prescelta dovesse essere il 5 maggio, anniversario della liberazione di Mauthausen, per sottolineare la centralità della storia dell'antifascismo e delle deportazioni politiche in Italia. Infine, anche in ragione della portata evocativa che Auschwitz , oramai simbolo universale delle tragedia ebraica durante la seconda guerra mondiale .

CLASSE TERZA F

I DIRITTI DELLA DONNA - Nella storia e nelle religioni CLASSE 3F

La condizione femminile si riferisce al complesso di norme , costumi e visioni del mondo che riguardano il ruolo della donna nella società.
Numerose e diverse culture hanno riconosciuto alla donna capacità e ruoli limitati alla procreazione e alla cura della prole e della famiglia. L'emancipazione femminile ha rappresentato, negli ultimi secoli, la ricerca di un'uguaglianza formale e sostanziale tra la donna e l'uomo

A Roma la donna era considerata quasi pari all'uomo: entrambi i genitori avevano pari obblighi nei confronti dei figli e la donna poteva accompagnare il marito ad una festa, a patto che mangiasse seduta e non sdraiata come era norma per gli uomini. In età arcaica era sottomessa al padre e al marito, mentre verso la fine della Repubblica e in età imperiale le donne di condizione elevata potevano svolgere una vita indipendente, ottenere il divorzio e risposarsi, mentre quelle delle classi basse erano rimaste sotto la soggezione maschile, con eccezioni delle prostitute, che pur essendo al gradino più basso (ad eccezione delle donne schiave), avevano una discreta libertà. Una certa indipendenza avevano le donne sacerdotesse dei vari templi.
Non mancarono tuttavia le limitazioni poste dal diritto romano alla capacità giuridica delle donne: esse non avevano lo ius suffragii e lo ius honorum, ciò che impediva loro di accedere alle magistrature pubbliche. Nel campo del diritto privato era inoltre negata alle donne la patria potestas, prerogativa esclusiva del pater, e conseguentemente la capacità di adottare
Con l'arrivo dei barbari Franchi e Longobardi in Italia, la condizione della donna peggiora. Essa è infatti un oggetto nelle mani del padre, finché questi non decida di venderla ad un uomo, anche se vi furono regine che tennero il potere di fatto, come in effetti accadeva a volte nelle tribù barbariche.
Il Cristianesimo medioevale impose la sottomissione della donna all'uomo, ma la considerò importante in quanto doveva crescere spiritualmente i figli.
Con l'inquisizione alcune donne vennero ritenute rappresentanti del Diavolo sulla Terra (le streghe), capaci di trarre in inganno l'uomo spingendolo al peccato in qualsiasi modo.
Tuttavia, dopo il 1000, con l'avvento del dolce stil novo, la donna venne angelicata e considerata un tramite tra Dio e l'uomo. Tra le donne di potere vi fu la regina d'Italia e contessa Matilde di Canossa.
Nel 1793 le repubblicane di Parigi chiedono che a tutte le donne sia fatto obbligo di portare la coccarda simbolo della rivoluzione e diritto alla cittadinanza. La convenzione approva, ma gli uomini hanno paura che poi chiedano anche il berretto frigio e le armi. Inoltre gli uomini trovano insopportabile che gli stessi diritti possono essere estesi anche alle donne e pensano che debbano ritornare alle faccende domestiche e non immischiarsi nella guerra
Nell'Ottocento si diffusero anche le prime istanze femministe e di suffragio a livello europeo e negli Stati Uniti:
La condizione delle donne nell'era vittoriana, nonostante il fatto che il sovrano fosse una donna, è spesso vista come l'emblema della discrepanza notevole fra il potere e le ricchezze nazionali dell'Inghilterra e l'arretrata condizione sociale. Durante il regno della regina Vittoria, la vita delle donne divenne sempre più difficile a causa della diffusione dell'ideale della "donna angelo", condiviso dalla maggior parte della società. I diritti legali delle donne sposate erano simili a quelli dei figli: esse non potevano votare, citare qualcuno in giudizio né possedere alcuna proprietà.
Inoltre, le donne erano viste come esseri puri e puliti. A causa di questa visione, i loro corpi erano visti come templi che non dovevano essere adornati con gioielli né essere utilizzati per sforzi fisici o nella pratica sessuale. Il ruolo delle donne si riduceva a procreare ed occuparsi della casa. Non potevano esercitare una professione, a meno che non fosse quella di insegnante o di domestica, né era loro riconosciuto il diritto di avere propri conti correnti o libretti di risparmio. A dispetto della loro condizione di "angeli del focolare", venerate come sante, la loro condizione giuridica era spaventosamente misera.
L’assenza di molti uomini chiamati a combattere provocò delle conseguenze a livello economico e sociale. Durante la Grande Guerra i furono posti di operai e contadini lasciati vuoti e vennero coperti dalle donne che passarono da "Angeli del Focolare" a membri attivi dell’economia e della società. Questo processo, però, non fu indolore perché le donne furono obbligate a compiere gli stessi lavori degli uomini e esse presero anche il posto dei mariti nelle faccende domestiche maschili. A questo non corrispose una maggiore libertà poiché spesso nelle case rimanevano gli anziani, i quali continuavano ad esercitare un ruolo autoritario all’interno della famiglia



Il primo traguardo importante è il conseguimento del diritto di voto per il quale si batterono le suffragette. In seguito ai conflitti mondiali le donne, che avevano rimpiazzato i molti uomini mandati al fronte sul lavoro, ottennero maggiori ruoli in società e possibilità lavorative fuori dalla famiglia.
Le donne si sono battute per sostenere cambiamenti nel campo del diritto, dal voto all'IVG, dal divorzio alle leggi in materia di violenza sessuale. Le conquiste femminili nel mondo occidentale si sono tradotte in maggiori diritti e in un divario meno ampio tra i sessi. Malgrado questo, nemmeno nel mondo occidentale è stata raggiunta un'effettiva parità. La violenza sulle donne è una piaga presente tutt'oggi anche nei paesi occidentali. In base ad un'indagine del Parlamento Europeo, "almeno il 20% delle donne europee ha subito violenza nelle relazioni familiari e questa è una delle principali cause di decesso per le donne
Lo svantaggio femminile nella scuola secondaria di secondo grado, che storicamente caratterizzava il sistema scolastico italiano, è stato colmato agli inizi degli anni Ottanta. Da quel momento in poi le ragazze hanno sorpassato i ragazzi sia per tasso di partecipazione sia soprattutto per percentuale di conseguimento del diploma.
Anche nel proseguimento degli studi universitari le donne ormai sorpassano gli uomini: nel 2004 su 100 laureati con il vecchio ordinamento 59 erano donne, mentre per i corsi triennali le donne rappresentavano il quasi il 57 per cento. Inoltre i voti finali sono mediamente più alti per le donne. Attualmente le donne hanno maggiore accesso, e agevolazioni nel mondo del lavoro alla fine del percorso di studi (laurea). Inoltre, le giovani donne che decidono di essere single raggiungono posizioni dirigenziali in percentuale pari ai colleghi uomini nelle medesime condizioni.
Dal punto di vista universitario e del mondo del lavoro le giovani italiane sono ormai più istruite degli uomini, anche se scelgono spesso percorsi di studio meno remunerativi nel mercato del lavoro: scelgono infatti percorsi umanistici, artistici e sanitari piuttosto che altri (soprattutto ingegneristici).
Il tasso di disoccupazione femminile in Italia è più elevato  di quello maschile. Il tasso di occupazione femminile è nettamente inferiore a quello maschile, risultando occupate nel 2010 solo circa 46 donne su 100, contro una percentuale del 67% degli uomini. Nel Mezzogiorno le differenze sono più accentuate e l'occupazione delle donne arriva a appena a superare il 30%. Il tasso di inattività è, di contro, molto alto, arrivando a sfiorare la metà di tutta la popolazione femminile in età lavorativa. Tra le principali cause di questo fenomeno va citata l'indisponibilità per motivi familiari, motivazione che è quasi inesistente per la popolazione maschile. Ad esempio il 15% delle donne dichiara di aver abbandonato il posto di lavoro a causa della nascita di un figlio. Spesso si tratta di una scelta imposta, infatti in oltre la metà dei casi sono state licenziate o messe in condizione di lasciare il lavoro perché in gravidanza.


I DIRITTI DELLA DONNA NELLE  RELIGIONI :
Le religioni come Cristianesimo ed Ebraismo praticano la parità dei sessi. L'Islam e l'Induismo sono i culti che più marcano la superiorità dell'uomo, causando all'universo femminile una vita piena di limiti e restrizioni
Oggi, nel mondo cristiano, la donna vive una condizione di uguale dignità e responsabilità rispetto all'uomo, nei vari ruoli all'interno della società.
 Anche nell'Ebraismo la donna riveste un ruolo primario perché è considerata la colonna portante della famiglia e deve comportarsi da madre esemplare, tramandando ai figli le tradizioni e i riti ebraici.
Il ruolo e la condizione femminile cambiano completamente quando ci si sposta in Oriente. Una delle religioni più controverse in tal senso è l'Islam. Dal punto di vista religioso non sembrano esserci problemi. Per la legge islamica la donna ha gli stessi doveri dell'uomo, non c’è per essa alcuna discriminazione nella vita eterna che l’attende dopo la morte.
Alla parità “spirituale” non si rispecchia un’uguaglianza nella vita di tutti i giorni. Secondo il Corano «gli uomini sono preposti alle donne perché Dio ha prescelto alcuni esseri sugli altri e perché essi donano dei loro beni per mantenerle».
In questo modo le donne sono private dei fondamentali diritti umani e civili: non godono della libertà di spostamento, della libertà di espressione e di parola; non possono procedere negli studi, né tanto meno fare carriera o ricoprire cariche o posizioni di responsabilità in campo civile o religioso. Non possono decidere il proprio destino, né quello dei propri figli e sono totalmente sottomesse all'uomo, da cui possono venire ripudiate (e non viceversa). Inoltre sono obbligate a coprire il proprio corpo e spesso anche il viso.
Non va meglio alle donne di fede induista, che nel corso dei secoli hanno subito più di tutte una graduale degenerazione dei loro diritti. Gli studi sulle antiche scritture mostrano che nel periodo vedico (700 a.C. circa) uomini e donne avevano uguali diritti e status nella società.  
 Oggi per loro c'è solo obbedienza: al padre, al marito, ai figli maschi. Il matrimonio è deciso dai genitori e comporta l’obbligo della dote portata dalla sposa. Questa è l’origine della maggior parte dei divorzi e di incidenti mortali, che permettono all’uomo di risposarsi per ricevere una nuova dote. I casi di maltrattamenti e violenza  sono all'ordine del giorno e anche le donne più emancipate faticano a ritagliarsi un ruolo nella società indù. Le vedove che si risposano, invece, vengono automaticamente emarginate dalla società.
Nelle religioni tradizionalmente cinesi, Confucianesimo e Taoismo, la sottomissione della donna rispetto all'uomo è marcata. Ancora oggi è considerata una “devota” della casa e della famiglia e sono numerosi i casi di maltrattamenti che si registrano quotidianamente. Al contempo le donne cinesi nonostante le “limitazioni” imposte dalle due fedi religiose, sono diventate più attive, si interessano di problemi sociali e politici, hanno formato numerose associazioni a tutela dei loro diritti, compiendo passi importante sulla strada di una futura e completa parità dei sessi.
Si può, invece, definire “neutra” la considerazione della donna nella religione buddista, che non interviene negli aspetti della quotidianità e neppure nelle vicende fondamentali della vita, come il matrimonio e la nascita dei figli, i cui riti si basano sempre su usanze locali. Le regole di condotta previste dal Buddismo per la vita matrimoniale sono essenziali, basate sostanzialmente sul buon senso, e quindi praticabili da chiunque. Alle donne non vengono prescritte particolari regole, né i loro diritti risultano lesi. Eppure questa condizione è frutto di una evoluzione del credo buddista. Alle origini della sua predicazione, il Buddha era misogino, al pari di tutti i filosofi dell'antichità, e considerava la donna una fonte di tentazione del tutto incompatibile con la vita ascetica. Solo successivamente aprì le porte della meditazione monastica anche alle donne, che vennero così ad avere la stessa considerazione degli uomini, purché eliminassero tutto ciò di femminile che era in loro.




giovedì, gennaio 28, 2016

Giornata della memoria in CAVALLERIZZA




Come ogni anno il gruppo della Consulta si è recato in Cavallerizza per l'incontro dedicato alla giornata della memoria


La giornata si è aperta con una breve introduzione da parte del senatore Roberto Mura nella quale venivano riportati i motivi per i quali si ricorda questa data molto importante.


Successivamente abbiamo ascoltato il brano "Gerusalem of God" cantato e suonato dalla scuola Robecchi.


Subito dopo la sig.a Maurina Alasraki ha parlato dei campi di sterminio, della Shoa e dei fatti antecedenti alla tragica guerra.


Abbiamo assistito a un documentario intitolato "Memoria" che riportava le testimonianze di alcuni sopravvissuti: è stato parecchio toccante, in particolare sentirlo da queste persone che raccontando la loro storia piangevano e cercavano di dare più spazio ai pochi momenti felici piuttosto che a quelli tragici …è diverso che leggerlo su un qualsiasi libro!


Proseguendo abbiamo assistito al coro della 3ªB della scuola Bramante, alle slide della scuola Robecchi (1ª e 2ª),al video realizzato dalla scuola Robecchi, al discorso da parte del consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze di Vigevano, alla lettura di alcune poesie della scuola Besozzi e al coro della scuola Bussi.


Infine sono stati presentati i video delle scuole superiori.


La giornata si è conclusa e certamente in ognuno di noi ha suscitato qualcosa.


L'importanza di questo evento è grandissima ,perchè tutti dobbiamo ricordare affinchè ciò che è avvenuto non ricapiti.





Il futuro dev’ essere migliore di ciò che è stato il passato: dobbiamo lavorare per la pace e la tolleranza in ogni attimo della nostra quotidianità e riflettere su questo.





Il rap della sezione musicale ... le parole sono quelle di "Se questo è un uomo di Primo Levi" ... l'arrangiamento musicale è di Roberto Piccoli
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.




DAVVERO BELLISSIMO!!! 

lunedì, gennaio 25, 2016

RISPETTO DELLA DIVERSITA' un lavoro didattico della Primaria G.B.Ricci

Due poesie significative per celebrare il rispetto, la diversità e l'accoglienza


GIORNATA DELLA MEMORIA - SCUOLA RICCI




Le valigette di Anna Frank

In una quinta del Ricci hanno costruito delle valigette di carta, le hanno appese nel corridoio e ci hanno messo i disegni degli oggetti che avrebbero portato con loro se, come Anna Frank, fossero stati costretti a lasciare la casa in cui avevano vissuto



GIORNATA DELLA MEMORIA ALLA SCUOLA ADA NEGRI

La classe quinta dell'Ada Negri ci ha inviato qualcuno dei cartelloni che hanno elaborato per la Giornata della memoria ... bravi ragazzi e brave maestre






martedì, gennaio 19, 2016

giovedì, gennaio 14, 2016

I Diritti scelti dalla prima D

I DIRITTI UMANI

Tutti gli esseri viventi sono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.






Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.



Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù e di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione è gratuita per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali, che sono obbligatorie.
L’istruzione tecnica e professionale è alla portata di tutti come quella superiore.



Questi sono alcuni articoli dei dritti umani. Il diritto umano è molto importante per me perché concede all’uomo di avere una certa “libertà”. Assieme ai diritti però ci sono anche i doveri che sono fondamentali. Il primo diritto che ho scritto dice che l’uomo è libero e uguale agli altri in dignità e diritti, ma dice anche che le persone devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Il secondo che ho scritto dice che l’uomo ha diritto alla vita, ala libertà e alla sicurezza della propria persona. Il terzo articolo dice che l’uomo ha diritto a non essere trattato come schiavo o servo. Il quarto articolo dice che ogni individuo ha diritto al lavoro ed alla scelta libera del lavoro, perché l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. L’articolo quattro dice inoltre che l’uomo ha diritto alla protezione contro la disoccupazione. Infine l’articolo cinque dice che l’uomo ha diritto all’istruzione che è sempre gratuita, o almeno per le classi fondamentali. L’articolo dice inoltre che le classi fondamentali sono obbligatorie. L’istruzione tecnica, professionale e superiore è alla portata di tutti.

venerdì, gennaio 08, 2016

SFRUTTAMENTO MINORILE

Dalla classe II G un consiglio di lettura : la storia di IQBAL






TRAMA
Dopo essere stato venduto come schiavo dai genitori, che volevano soldi per il matrimonio di una loro altra figlia, ad un fabbricante di tappeti, il piccolo Iqbal tenta di scappare ma a causa della corruzione della polizia viene ripreso e ricondotto alla fabbrica. Nonostante il suo grande talento nella fabbricazione di tappeti Iqbal viene venduto da un padrone all'altro per via del suo carattere ribelle e dei suoi continui tentativi di fuga e passa attraverso diverse fabbriche meritandosi così tra i bambini schiavi, il soprannome: iqbal il mago. L'ultima di queste è gestita da un crudele uomo di nome Imran e da sua moglie.
Nella fabbrica di Imran le condizioni di lavoro sono durissime e chi si lamenta o si comporta male viene chiuso per giorni in una specie di pozzo chiamato "il buco" senza cibo con cui sfamarsi, inoltre i bambini sono costantemente sorvegliati e controllati dal braccio destro di Imran, un ragazzo un po' più grande di nome Tarek, ex fantino di elefanti di salute cagionevole divenuto zoppo a seguito di un incidente. Nello stabilimento lavora anche una bambina di nome Azira, sorella di Tarek di cui Iqbal si innamora, e che è vittima degli abusi del padrone. Col passare del tempo i rapporti tra Iqbal e Tarek migliorano e i due diventano amici. Inoltre Iqbal inizia a comportarsi meglio e un giorno viene premiato: il padrone infatti lo porterà con sé durante un'uscita in città.Mentre Imran è impegnato insieme a Tarek per scommettere sulle gare di elefanti, Iqbal incontra il sindacalista, avvocato e attivista Ulla Khasi che sta manifestando contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Il bambino riesce a raccogliere e a nascondere un volantino e riesce a convincere Tarek a leggerne il contenuto davanti a tutti i bambini. I due ragazzi vengono scoperti ed entrambi chiusi nel "buco" (il "buco" è una scatola di ferro bucata e messa fuori sotto il sole cocente, i buchi servono a far entrare il vapore dell'acqua come in una sauna; il calore fa sudare molto, Azira per non farli morire disidratati porta loro dell'acqua), ma mentre Iqbal riesce a sopportare la tortura, il fragile Tarek si ammala gravemente, al punto che tirati fuori dal "buco" il ragazzo è moribondo. Imran lo tiene in casa solo perché la moglie si è affezionata al loro ex servitore.Iqbal a quel punto sceglie di evadere, sapendo che il padrone non farà nulla per tentare di salvare il suo amico Tarek, e si reca da Ulla Khasi denunciando la sua situazione. Immediatamente Khasi costringe la polizia (dietro minaccia di uno scandalo dell'intero mondo) ad intervenire per liberare gli schiavi.I ragazzi (tra cui Iqbal e Azira) vengono portati in un centro di istruzione e recupero. Tarek muore dentro lo sgabuzzino del padrone.Khasi si rende conto che la sua posizione legale nei confronti degli sfruttatori è debole, infatti Imran è stato arrestato per via delle condizioni di salute di Tarek, ma per far chiudere altri stabilimenti ha bisogno di prove concrete per costringere la polizia ad intervenire. In assenza di prove, i gestori possono essere avvisati dalla corrotta polizia delle imminenti ispezioni e difendersi mettendo in scena una simulazione di normale attività lavorativa e affermando che i bambini sono trattati bene e secondo la legge. Khasi propone a Iqbal di aiutarlo e il bambino accetta volentieri.Nei mesi seguenti Iqbal si introduce di nascosto in diverse fabbriche per fornire a Khasi fotografie che documentano in modo inconfutabile le condizioni in cui vivono i bambini sfruttati, permettendo quindi, al sindacalista di far arrestare gli sfruttatori

Beatrice Diotis


giovedì, gennaio 07, 2016

DIRITTI UMANI


Matteo Vismara di 1E ci offre la sua definizione di diritti umani

I diritti umani (o diritti dell'uomo) sono una branca del diritto e una
concezione filosofico-politica.
Tra i diritti fondamentali dell'essere umano si possono ricordare, tra gli
altri, il diritto alla libertà individuale, il diritto alla vita, il diritto
all'autodeterminazione, il diritto a un giusto processo, il diritto ad
un'esistenza dignitosa, il diritto alla libertà religiosa con il conseguente
diritto a cambiare la propria religione, oltre che, di recente tipizzazione
normativa, il diritto alla protezione dei propri dati personali (privacy) e il
diritto di voto